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Come si valuta un project developer

Il project developer è tra i ruoli più importanti e più difficili da valutare nelle rinnovabili. Ecco cosa guardiamo, oltre al curriculum.

28 Settembre 2026 1 min di lettura Redazione Direction Energia

Il project developer porta un impianto dall’idea all’autorizzazione: trova i terreni, tratta con proprietari ed enti, coordina studi e progettisti, segue l’iter fino al via libera alla costruzione. È un lavoro di anni, fatto di relazioni e pazienza, e il suo valore si vede solo alla fine. Per questo è difficile da giudicare in un colloquio.

Quattro cose che guardiamo

  1. Progetti portati a termine. Non quanti ne ha avviati, ma quanti sono arrivati all’autorizzazione o alla costruzione, con quale potenza e in quanto tempo. Chiediamo dettagli: enti coinvolti, ostacoli, soluzioni.
  2. Conoscenza del territorio. Un buon developer conosce le regioni dove lavora: uffici, tempi, sensibilità locali. È un patrimonio che si costruisce in anni.
  3. Capacità di negoziare. Con proprietari, comuni, gestori di rete, partner. Nei colloqui facciamo raccontare trattative vere, e come sono andate a finire.
  4. Tenuta nel tempo. Un progetto può restare fermo per mesi. Serve chi non molla e sa tenere vivi i rapporti anche nei periodi morti.

Il comportamento conta quanto l’esperienza

Due developer con curriculum simili possono lavorare in modo molto diverso. Per questo, oltre ai colloqui, usiamo l’Extended D.I.S.C., uno strumento che descrive come una persona comunica, decide e reagisce sotto pressione. Ci aiuta a capire se un candidato è più adatto ad aprire nuovi mercati o a portare a termine progetti complessi, e se si inserirà bene nel team.

Le referenze, con attenzione

In un mercato piccolo come quello dello sviluppo di impianti, le referenze contano. Le raccogliamo solo con il consenso del candidato e con discrezione, perché spesso chi cerchiamo è ancora occupato altrove.

Se stai cercando un project developer per la tua azienda, parliamone.

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